Plasma, Lcd, Led, schermo grande o piccolo… Come scegliere il televisore?
Occorre sfatare il luogo comune che vede i televisori piccoli offrire meno qualità rispetto ai modelli con uno schermo più grande. Spesso infatti molti componenti interni sono condivisi, per cui all'interno di una stessa famiglia di televisori è probabile trovare la stessa tecnologia impiegata su tutti i modelli. Sicuramente i modelli più grandi hanno prezzi in proporzione più favorevoli, per questa ragione, a parità di qualità, tra un 26" e un 32", in genere è più conveniente scegliere il secondo (a meno che lo spazio in casa vostra non sia un fattore determinante). Spesso, inoltre, i modelli più voluminosi sono in grado di riprodurre meglio l'audio semplicemente perché possono disporre di altoparlanti con una superficie più ampia.
Giorni contati per il plasma?
Sono sempre meno i televisori al plasma in circolazione, ragion per cui i prezzi degli apparecchi con questa tecnologia si sono abbassati notevolmente. La parte del leone sul mercato la fanno gli LCD (Liquid Crystal Display). Per retroilluminare lo schermo, sono stati introdotti i led (Light emitting diode) invece delle tradizionali lampade fluorescenti. Quando si parla di schermi a LED non si intende una nuova tecnologia di generazione dell'immagine. Un termine più appropriato sarebbe "schermo LCD basato su retroilluminazione a LED" in quanto il pannello che produce le immagini resta quello di uno schermo piatto tradizionale. All'interno dello schermo a LED la luce emessa da 2160 piccoli LED rossi, verdi e blu, si combina per formare una luce bianca. Il fascio di luce attraversa una piastra di diffusione che la rende omogenea.
Il vantaggio più evidente rispetto alla lampada tradizionale è la migliore qualità dei colori: il neon degli schermi LCD tradizionali, non restituisce infatti un bianco perfetto e la luce deve essere corretta utilizzando filtri di colore che non garantiscono risultati sorprendenti.
La luce bianca illunina quindi il pannello a cristalli liquidi per formare l'immagine finale.
La durata dello schermo LCD basato su tecnologia a LED è nell'ordine delle 100 mila ore mentre quella di uno schermo tradizionale è di 50 mila ore. Grazie alla tecnologia a LED è possibile costruire degli schermi sottilissimi spessi anche un paio di millimetri.
Il sistema a LED non è l'unica tecnologia capace di "accendere" gli schermi e i televisori LCD. Esistono altre promettenti tecnologie come OLED (Organic Light Emitting Diod) e SED.
La prima sfrutta speciali materiali organici e promette consumi minori, tempi di risposta rapidissimi e una migliore luminosità, mentre la seconda utilizza cannoni elettronici per illuminare i pixel costituiti da particelle fosforescenti.
In questo caso un piccolissimo emettitore, grande circa un nanometro, è collocato dietro a ogni singolo sottopixel dello schermo consentendo la realizzazione di pannelli ultrasottili.
Il risultato della tecnologia a LED offre numerosi vantaggi: colori brillantissimi e una ricchezza cromatica che nessun altro televisore LCD è in grado di restituire.
A questa tecnologia viene affiancata una frequenza operativa di 100 Hz per offrire sequenze fluide e senza scie..insomma, gli schermi LCD hanno tutte le carte in regola per rivaleggiare con quelli al plasma, riferimento attuale per quanto riguarda gli schermi di elevate dimensioni.
Lo schermo con tecnologia a LED non si limita ad essere utilizzato solo per le TV, ma anche per i monitor dei computer desktop oppure portatili.
Quasi tutti i produttori di schermi piatti sembrano voler adottare questa tecnologia vantaggiosa e promettente.
Il nuovo MacBook Air utilizza la tecnologia a LED per i suoi schermi retroilluminati da 13,3 pollici con risoluzione da 1280 x 800 pixel. La tecnologia a LED permette di ridurre i consumi e di sostituirsi completamente alla precedente architettura che già da parecchi anni veniva utilizzata negli schermi dei personal computer.
Si diffonde l'alta definizione.
Ormai tutti i televisori in commercio sono conformi almeno allo standard HD-Ready (per poter utilizzare il logo HD ready è sufficiente che il televisore abbia una risoluzione verticale di almeno 720 linee orizzontali con scansione progressiva; questa risoluzione è più elevata di quella standard PAL, il formato degli attuali televisori, che prevede 575 linee orizzontali, ma l'incremento non è eccezionale. È quindi una risoluzione inferiore a molti dei monitor per personal computer normalmente in uso da anni.), aumentano però quelli ad alta definizione (i "Full-HD"), con una risoluzione di 1920x1080 pixel. A fronte di un'ampia differenza di prezzi fra i modelli più economici e quelli più costosi, la differenza nella qualità dell'immagine non è così elevata. Questi televisori ad alta definizione brillano soprattutto se sono collegati ad apparecchi in grado di trasmettere immagini ad alta definizione (lettori bluray, console di ultima generazione, decoder satellitari hd e altro). La distanza ottimale per percepire al meglio i dettagli visualizzabili su un televisore Full HD (purché lo si colleghi ad un lettore ad alta definizione o a un computer) è minore rispetto alla distanza a cui siamo stati abituati a tenere la tv.
Qualità delle immagini migliore? Non sempre.
Tutti i nuovi modelli integrano un ricevitore per le trasmissioni digitali terrestri. Il nuovo sistema di trasmissione digitale viene spesso lodato perché consentirebbe una qualità delle immagini maggiore rispetto al sistema analogico. Un pretesto per giustificare una transizione "imposta". Le potenzialità non si traducono sempre in realtà. Infatti, l'emittente può variare la qualità del filmato a piacimento, per risparmiare sulla banda. Perdita di dettaglio e imperfezioni diventano molto più evidenti su schermi di grande formato. Infatti, con l'aumentare della dimensione del pannello, diventano più grandi i punti (pixel) dell'immagine, esaltando l'impressione di imperfezione. Per non notare i difetti, bisogna allontanarsi dal televisore.
Molto utile....
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